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A feltrosa 2018 con tanto feltro ad ago:punto di vista di un’insegnante!


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 Conosco feltrosa dal 2009 ma solo nel 2015 son riuscita a parteciparvi perchè, in quell’anno, per la prima volta nel mondo del raduno del feltro italiano, entrava, in punta di piedi ma di diritto, anche la tecnica del feltro ad ago e per me che realizzavo art doll e pittorico era un momento ideale di confronto con altre feltraie. Mi iscrissi dunque al corso di Diana Biscaioli e lì ho conosciuto compagne di avventura, Patrizia e Gabriella che ho ritrovato poi nel corso che quest’anno ho proposto come docente ed ho anche ritrovato le mie compagne d’avventura del corso fatto l’anno scorso con Eija Pirttilahti. Non puoi immaginare la gioia di lavorare con tutte loro e con altre che per me erano e sono, delle brave feltraie, mi sono sentita ancor di più in obbligo di lasciare loro qualcosa di speciale e soprattutto (loro non lo sanno) di imparare qualcosa di speciale da loro.

Così è stato, ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa!
Quando propongo un nearteLAB, sia per i piccoli che per i grandi, lo faccio con lo scopo di puntare sulla bellezza del processo di creazione, non sul prodotto finito perchè quello sarà necessariamente lo specchio di chi ha lavorato, per me quindi conta molto che le persone che lavorano con me, si sentano bene e libere di esprimere la propria arte. Non mi piace, sostituirmi a chi crea, mi piace invece raccontare ciò che faccio e il mio metodo di lavoro, svelare i miei trucchi, nati talvolta dal caso o dalla disperazione di non riuscire a fare una cosa e regalarli in modo che ciascuno possa farne ciò che vuole. 
Ho detto spesso, in entrambi i corsi che “le mani parlano e raccontano tanto di se“, io poi che sono un’osservatrice quasi paranoica dei dettagli, in questi due giorni, attraverso le mani, ho “letto” storie di tante donne, ciascuna con le proprie forze e debolezze. Ho visto: aghi d’acciaio spezzarsi come burro, ho visto godere di “quella linea microscopica al punto giusto” che dà vita al lavoro, ho visto la precisione, ho visto la gioia di lasciarsi andare, la perplessità nel posizionare un puntino, la capacità di ritornare sui proprio passi, la voglia di lasciarsi guidare o di lasciarsi andare ai propri tempi e tanta generosità verso se stesse nel godersi il momento. 
Ora ti racconto questi 2 giorni in 5 punti:
1) la cosa più interessante
Scoprire che l’autoritratto, che era il corso più semplice tecnicamente e più breve, fosse invece quello più complesso e lungo. Probabilmente perchè quando ci si guarda, attraverso un punto di vista differente quale può essere il mondo colorato della POPart, è sempre difficile raccapezzarsi e lo dimostra il fatto che Liliana e Patrizia che si son aggiunte all’ultimo momento e hanno fatto un soggetto a scelta, hanno impiegato il tempo giusto e addirittura Liliana, non aveva mai preso un ago in mano! 
Di seguito ti mostro le bravissime donne del corso “autoritratto fiberPOP”
 
2) la cosa più divertente
Guarda, anzi osserva i lavori del barbagianni…cosa noti? …seppure partendo dallo stesso identico disegno, ognuna lo ha fatto differente, evabbè ci sta… ma sopratutto somigliante a se stessa!!!!! Io le trovo MERAVIGLIOSE , tu non trovi?!
3) la cosa più difficile
Te l’ho scritto anche sopra, il pensiero di avere di fronte feltraie che stimo moltissimo poi alla fine
 … con le donne di feltrosa nulla è difficile! Non lo dico per adulazione ma perchè credo che chi  faccia parte del popolo feltroso, sia accomunato da caratteristiche che trasmettono positività, creatività ed un pensiero critico costruttivo quindi anche per chi è in veste di insegnante, le difficoltà diventano un momento di crescita
  4) la cosa più magica
Sicuramente quando Simone, maestro di violoncello e marito di Michela, ci ha accompagnate per un breve momento (troppo breve!) con la sua musica, creando un tutt’uno fra armonia e gestualità
clicca qui per tuffarti per un breve momento in quell’atmosfera.
5) la cosa più bella
Il momento in cui ciascuna vedeva nata la propria creatura…e te ne accorgi eh! E’ come quel punto esatto in cui la lana infeltrisce e lo fa in un momento esatto (a te ignoto) dove hai una certezza: ora tutto è in salita!

Frida ovunque anche come “sacra Sindone” sul telo di protezione del tappetino!

Detto ciò, approfitto per ringraziare Eva Basile per avermi dato la possibilità di vivere questa esperienza e anche:

  • Gabriella per la sua capacità di interpretare ogni cosa attraverso gli occhi della bellezza dell’arte e per il profondo ascolto di se stessa e dei suoi tempi
  • Iliana per il suo amore per le cose naturali e la sua indiscussa capacità di osservazione, per le sue mani esperte e desiderose di creare
  • Lucia per la sua curiosità e semplicità dei gesti che in realtà posavano ogni ciuffo di lana in maniera precisa e mirata e per i suoi sorrisi
  • Susanna per la sua schiettezza e sincerità che traspare anche quando lavora e per la sua grande capacità di concentrazione nella ricerca del pelo perfetto
  • Tatiana, per il suo grande intuito e coraggio che la portava a provare e ad autocorreggersi oltre alla sua evidente e chiara esperienza nel campo della decorazione  

ed ancora

  • Claudia la ringrazio perchè è quell’alunna preziosa che ogni insegnante dovrebbe avere, quella che ti abbatte le convinzioni che per tutti è la stessa cosa, quella che ti pone mille dubbi e domande e che devi accompagnare passo passo mettendo appunto alla prova il saper trasmettere la tua competenza, attenzione, passo passo esclusivamente per un dibattito stilistico perchè Claudia ha una capacità organizzativa , una tenacia e una testardaggine che solo in pochi ho visto
  • Liliana, la new entry del giorno prima che ha ritratto Marilyn che non parlando 1 sola parola nè di italiano nè di inglese e non avendo mai preso in mano l’ago, ha dimostrato che bisogna buttarsi sempre a fare ciò che si desidera e si possono ottenere dei risultati strepitosi
  • Maria Letizia per la sua infinità umiltà, per i suoi silenzi che esprimono l’essenzialità delle cose, senza fronzoli e senza troppe parole, per la sua immensa bravura
  • Michela per la sua generosità verso gli altri e la sua capacità di ascolto e il suo gusto piacevole negli accostamenti dei colori che richiama alla semplicità
  • Patrizia Paci….che dire…Patrizia la ringrazio perchè mi fa pensare che quando hai tutto già organizzato e sai cosa devi fare poi azzerare tutto e ricominciare da capo, è l’esperienza più bella che puoi fare, lasciarsi andare al momento e viversi le sensazioni del qui ed ora, ma con Patrizia è anche: là ed dopo, su e prima, giù e domani
  • Patrizia, l’altra new entry arrivata praticamente a ora di pranzo che ha ritratto Frida, la ringrazio per la sua voglia di fare, di stravolgere i suoi piani per fare una cosa non prevista, all’ultimo minuto, brava brava e con grande capacità manuale e poi riesce a diventare un tutt’uno con il suo lavoro…ci parla!!!

Grazie ancora a tutte queste donne per questi e mille altri motivi, ci vediamo l’anno prossimo e riusciremo a portare ancora più feltro ad ago nel popolo di Feltrosa! E’ una minaccia?! No ma una certezza, perchè credo che ci siano dei tempi maturi per aprirsi a discorsi interessanti per questa mia amata tecnica.

Se vuoi chiedermi qualcosa riguardo a uno dei 2 corsi o ti interessa proporlo proprio da te, contattami, sarò felice di risponderti nearteneparteweb@gmail.com 

Anna Esposito
info@nearteneparte.net

Sono Anna, feltraia per amore ed educatrice per vocazione. Mi occupo di arte e artigianato tessile trasformando la lana cardata in oggetti per la casa ed accessori.

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